Le classi delle Filopanti di Budrio vogliono commemorare chi ha difeso i valori civili e la legge Un’opera ricca di simboli che richiamano uomini e donne che hanno sacrificato la propria vita
Nell’ambito delle ore di educazione civica e del progetto ’Diffusione ella cultura e della legalità’ – proposto dalla professoressa Franca Martinelli, assessora alle Politiche Scolastiche – la nostra classe ha deciso di partecipare al concorso ’La pace è un bene prezioso: il ruolo delle vittime del dovere nella difesa dei valori civili e democratici’. L’iniziativa ci ha permesso di riflettere sull’importanza di una cultura di pace a partire dai banchi di scuola, ma soprattutto di affrontare temi come l’impegno, l’onore, il dovere e il sacrificio. Molto spesso si rischia di affrontare questi argomenti in modo astratto e teorico, ma questa volta abbiamo voluto parlare di chi si è fatto promotore di pace, ha dato la vita per i suoi ideali democratici, e di chi si è speso per difendere valori civili e diritti umani troppo spesso negati.
Le vittime del dovere e della Costituzione sono eroi spesso sconosciuti, il cui sacrificio passa inosservato. Uomini e donne che, con coraggio e determinazione, hanno messo il bene degli altri prima della propria sicurezza, senza chiedere riconoscimenti o fama.
Silenziosamente, hanno difeso i valori fondamentali della nostra società: giustizia, libertà e uguaglianza. Si tratta di forze dell’ordine, medici, infermieri, persone comuni; questi martiri spesso non indossano medaglie scintillanti, ma sono i pilastri su cui si regge la nostra democrazia. Ricordarli è un atto di rispetto, di gratitudine e di memoria per tutto ciò che ci hanno donato. Per questo motivo abbiamo realizzato un pannello decorativo, intitolato ’Colori e volti di pace’, frutto del lavoro dell’intera classe che rende omaggio alle vittime del dovere e rappresenta la nostra idea di pace attraverso simboli ed immagini: una strada colorata piena di bambini che sognano un mondo migliore, il simbolo della Repubblica italiana circondato dai colori della pace, una colomba, i papaveri rossi simbolo del sacrificio, un carabiniere, un medico, i cappelli che rappresentano tutte le forze dell’ordine ecc. Queste immagini sono circondate da una cornice costituita dalle parole dell’articolo 11 della Costituzione. Il nostro lavoro è piaciuto alla commissione esaminatrice del Concorso e, per questo, abbiamo ricevuto una menzione d’onore presso la Camera dei Deputati a Roma, dove, con nostra grande soddisfazione, siamo stati premiati alla presenza di alte onorificenze istituzionali.
Classe 2E: Vittoria, Iris, Cristian, Lisa, Federica, Alessandro, Mina, Simone, Angela, Diego, Daniele M, Alice, Andes, Lorenzo, Logan, Daniele S, Ervina, Mirco, Tomaso. Docenti Bottazzi, De Virgilio, Gironi, Miceli, Educatrice Lesi.’
Tra i numerosi esempi di persone che hanno dato la vita per il dovere, la Patria e la Costituzione, abbiamo approfondito il caso di Salvo D’Acquisto.
Nato a Napoli nel 1920 divenne vicebrigadiere dei carabinieri. Durante l’occupazione nazista, il 23 settembre 1943, a Torre di Palidoro (Roma), i tedeschi catturarono 22 civili, accusandoli ingiustamente di aver fatto esplodere alcune bombe contro le loro truppe, uccidendo e ferendo alcuni ufficiali tedeschi. Per salvare gli ostaggi dalla fucilazione, pur essendo innocente, D’Acquisto si autoaccusò del presunto attacco.
Senza processo, fu fucilato. Il suo gesto è diventato un simbolo di eroismo e difesa della giustizia. Nel 1975 gli fu conferita la medaglia al valor militare alla memoria. Nel 1983 era stato avviato l’iter di beatificazione. A febbraio 2025, Papa Francesco ha velocizzato il procedimento di beatificazione.
Vittime del dovere’ , qual è lo scopo dell’associazione? «Valorizzare il sacrificio delle vittime del dovere, di tutelare i diritti delle loro famiglie e, di promuovere una cultura di legalità tra i giovani».
Chi sono le vittime del dovere? «Si definiscono vittime del dovere coloro che, come cita la legge 23 dicembre 2006 n.266, art.1,in attività di servizio hanno riportato invalidità permanenti». Quando nasce l’associazione? «Nel 2004 quando alcune famiglie decidono di unirsi per tutelare i diritti dei parenti delle vittime e degli invalidi e per mantenere vivo il loro ricordo.
Gli iscritti diventano sempre più numerosi, per questo nel 2007 il gruppo diventa una associazione di volontariato vera e propria che fa sentire la propria voce alle alte cariche istituzionali. Presidentessa è oggi Emanuela Piantadosi, orfana del Maresciallo Stefano Piantadosi, medaglia d’oro al merito civile».
Cosa rappresenta il simbolo di questa associazione? «Il logo, creato da Serena Angrisano, è scritto per intero con un font semplice e chiaro che esprime determinazione.
Tra le parole ’vittime e dovere’ c’è un cuore spezzato che simboleggia il dolore della perdita e del sacrificio.
All’interno del cuore c’è una evidente macchia rossa, a ricordo del sangue versato».
Sostieni l'associazione!
Fai una donazione con